Il Mondo a portata di Abruzzo – n°1

Irlanda? No, Abruzzo!

(foto by Wikipedia)

(vedi Intro)

Un castello immerso nelle pianure verdi irlandesi? Non siamo lontani se ci venisse di pensare all’Irlanda, una volta scoperto che in questo territorio i castelli sono innumerevoli… forse in estate c’è un po’ meno verde, l’erba tende a ingiallirsi per via del caldo ma, visto che il luogo in questione è situato nel Centro Italia, ci può stare. A dire la verità l’immagine non avrebbe nemmeno bisogno di essere commentata visto che questa rocca è diventata un’icona ed un simbolo per la sua regione, l’Abruzzo. Che, non a caso, di recente è stato dichiarato la “Baviera d’Italia“. Ci troviamo, infatti, come forse ben sapete, difronte al Castello di Rocca Calascio, secondo un sondaggio di National Geographic, uno dei 15 castelli più belli del mondo, non tanto per la struttura o la costruzione in sé per sé ma per il suo pittoresco aspetto che si fonde nella meraviglia dell’immensità del paesaggio che lo circonda.

E, seppure non ci sono stanze reali e non dà l’impressione di essere un castello principesco, è stato a lungo, ed è ancora, fonte d’ispirazione e di profonda ammirazione per i viandanti. Come dimenticare, ad esempio, la bellissima fiaba di Ladyhawke, immortalata nell’omonimo film girato proprio a Rocca Calascio dal cinema di Hollywood. La storia d’amore tra una donna che di giorno si trasforma in un falco e di un cavaliere che di notte diventa un lupo a causa di un sortilegio da parte di un potente malvagio, innamorato della bellissima fanciulla, interpretata da una giovane Michelle Pfeiffer, che cercava in tutti i modi di impedirle di incontrare il suo amato. L’unico modo per il cavaliere di rivedere la sua bella era quello di rompere l’incantesimo… riuscirà l’eroe nel suo intento? Molti di voi già conoscono il finale ma, se ci fosse qualcuno interessato a saperlo lo invitiamo a vedere il film. O, comunque, a venire in questo luogo per immergersi, in prima persona, nella sua straordinaria atmosfera dove, magari, riuscirsi a sentire cavalieri o principesse almeno per un giorno!

Ci sarebbe ancora molto di cui parlare ma, per il momento, speriamo di essere riusciti a farvi venire voglia di visitare anche il nostro bellissimo Abruzzo!

Scopri gli altri luoghi ai quali assomiglia l’Abruzzo: Scozia? No, Abruzzo

Borghi Impossibili d’Abruzzo – Intro

(M. C. ESCHER, foto by flickr.com)

Borghi mozzafiato

Luoghi che vanno oltre ogni immaginazione, spettacolari visioni dove non si riesce a percepire ne un punto d’inizio e ne una fine, rocce che si tramutano in abitazioni, architetture impossibili. I borghi costruiti in Abruzzo sono una sfida alla percezione e nascondono, sotto la loro apparenza, un’esperienza millenaria di cui oggi non abbiamo più traccia, un’istinto di sopravvivenza che ha portato alla realizzazione di luoghi e paesaggi che si rivelano dei veri e propri paradossi della logica.

I primi ad apprezzare la straordinarietà di questi posti furono i viaggiatori stranieri del Nord Europa che arrivavano in Abruzzo in cerca di nuovi e maestosi luoghi ancora inesplorati e da scoprire, spesso artisti e scrittori che, rimanendo incantati da superbe visioni, riuscivano così ad esaltare il loro estro. Il motivo per il quale i borghi abruzzesi trasmettono così tanto fascino è perché, oltre ad essere belli, riescono a colpire il nostro intimo.

M. C. Esher, autoritratto (foto by PescaraPescara)

Proprio come il grande Mauritius Cornelis Eschner, l’incisore e grafico olandese, vissuto tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento,  per il quale la nostra regione è stata la maggiore fonte d’ispirazione da cui trarre ispirazione per la sua arte “illusoria” e dal quale abbiamo deciso di prendere spunto per questo nostro straordinario viaggio.

Ancora oggi, se ci capita di ritrovarceli difronte, ancora meglio se dal vivo, ci viene subito l’impressione di esserci imbattuti in un paradosso a cui dare una spiegazione, una situazione apparentemente assurda, illogica, ambigua, ma che sta lì davanti ai nostri occhi e non riusciamo a spiegare. Ed è forse per questo motivo che siamo così inconsciamente attratti da loro. Attrazione che, probabilmente, non dipende solo dalla bellezza in se di questi borghi, ma dal meccanismo del pensiero che si innesca nella nostra mente proprio nell’istante in cui le guardiamo con attenzione e cerchiamo di spiegarle.

Borghi che sfidano la nostra percezione, che mentre ci proiettano verso l’infinito attraggono il nostro sguardo verso i loro piccoli particolari…

Scopri i Borghi Impossibili d’Abruzzo: A – Altino, C – Castrovalva

Eccellenza d’Abruzzo n. 10 – Archi (CH): caratteristico borgo città del tartufo

Oggi Eccellenze d’Abruzzo celebra l’Eccellenza d’Abruzzo n. 10 visitando Archi, la Città del tartufo, piccolo borgo abruzzese che conserva ancora elementi che consentono di riconoscerne il carattere prettamente storico medievale, con resti delle mura fortificate di cinta al borgo detto anche percorso medioevale, tracciato del borgo medievale in cui, tuttora si trovano dei palazzi abbandonati. Particolare è una torre con campana è orologio.

Archi è famosa per il tartufo fresco locale, riconosciuto quale prodotto di eccellente qualità che fa parte del circuito nazionale di “Citta’ del Tartufo”, grazie alla congrua presenza di questo nobile fungo ipogeo sul suo territorio.

“Il borgo di Archi, è adagiato su uno sperone roccioso che domina sia la Valle dell’Aventino che la Val di Sangro e per quest’ultima caratteristica è soprannominato “Terrazza sul Sangro” caratterizzandosi per un panorama spettacolare che domina, infatti è possibile allargare lo sguardo a valle scorgendo lo scorrere del fiume Sangro fino alla foce dell’Adriatico, dalla quale ben si distingue l’insenatura del Golfo di Venere.

Inoltre, clima e territorio favorevoli hanno permesso a questo piccolo borgo autentico abruzzese di produrre notevoli quantità di olio di qualità e di essere inserito all’interno degli itinerari dell’olio.

Tracce della storia e della devozione caratterizzano il borgo fortificato di Archi. del quale si hanno notizie a partire dall’XI secolo. Numerosissime le chiese dislocate nel centro abitato e nel territorio circostante. La parrocchiale di Santa Maria dell’Olmo, risalente al XVIII secolo, è situata nel centro del paese. Degne di nota sono la chiesa dedicata a San Rocco, quella dedicata a San Giovanni Battista, la chiesa della Madonna del Rosario, realizzata con conci di pietra, la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria situata di fronte a Piazza Castello e, infine, la chiesa del Santissimo Salvatore, nella frazione Piane d’Archi.

Numerosi palazzi arricchiscono il centro storico e i dintorni: Palazzo BaronalePalazzo CieriPalazzo Angelucci-Cangiano, fatto in muratura e realizzato con pietre e cornici in laterizio, Palazzo Lannutti e Palazzo Pomilio.

Il Castello medievale della famiglia Lannutti svetta imponente sul borgo con le sue mura di cinta e il torrione cordonato, costruito in pietra locale e malta.

Anche il patrimonio ambientale e naturalistico è notevole, essendo caratterizzato dalla presenza di numerosi corsi d’acqua come il laghetto Oasi Vallescura, luogo di aggregazione soprattutto nel periodo estivo, e il lago di Bomba circondato da foreste e dalle “Penne”, le famose guglie e lastroni rocciosi della valle della Majella, ma soprattutto perché Archi è  sito di interesse comunitario o Sito di Importanza Comunitaria (SIC) grazie alla presenza di due aree naturalistiche di assoluta eccellenza, il Parco archeologico naturalistico di Monte Pallano e la Lecceta d’ Isca d’Archi. “

Non si può parlare di Monte Pallano senza considerare il legame che l’uomo ha con questi luoghi, sin da tempi remoti. Ne sono testimonianza le tracce lasciate  sull’altopiano dalle famose mura megalitichelunga muraglia costituita da grossi blocchi di pietra, poste l’uno su l’altro a secco, e nella quale si aprono due aperture alte e strette (denominate Porta del Monte e Porta del Piano), mura ciclopiche o Paladine, così chiamate, da attribuire ad una popolazione italica (Lucani), vissuti nell’area nel V – IV secolo ac e costruite probabilmente per scopi difensivi e religiosi. Senza dubbio l’opera che maggiormente attrae l’attenzione e stupisce, non a caso assunte a simbolo del parco che, nonostante il trascorrere dei secoli, sono ancora oggi evidenti.

Visitate Archi, visitate prima tutte le città d’Abruzzo e poi … il resto del mondo!

Fonte: www.borghiautenticiditalia.it – Foto by Paolo D’Intino

Abruzzo, un sostegno al primato Italiano dell’UNESCO – Intro

(foto by Wikipedia)

Siti UNESCO in Abruzzo secondo AbruzzoMania

L’Italia è detentrice del primato mondiale di Siti Patrimonio dell’Umanità secondo l’UNESCO. Attualmente detiene ben 54 riconoscimenti, numeri che potrebbero tranquillamente triplicarsi visto le risorse che ha a disposizione. Dopo anni di dominio assoluto, però, questo primato è, oggi più che mai, messo in forte discussione. Attualmente, infatti, abbiamo il fiato sul collo della Cina che detiene 53 siti riconosciuti, uno in meno di quelli nostri, seguita dalla Spagna che ne detiene, invece, 47. Alcuni potrebbero ritenere strategicamente inutile, ai fini dello sviluppo turistico, avere certi riconoscimenti. Secondo un’indagine, però, condotta per la candidatura alla UNESCO World Heritage List della Città di Bologna, riportata da “Il Sole 24 Ore“, si stima che le città con al loro interno luoghi o monumenti che abbiano ricevuto questo tipo di riconoscimento vedano la propria offerta ricettiva, le presenze e la spesa media pro-capite dei turisti crescere del ben 10,3% rispetto al resto delle città d’Italia  (http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-01-30/l-italia-cala-poker-candidature-il-patrimonio-unesco-124135.shtml?uuid=AEKsKPrD ).

(foto by Wikipedia)

Che cosa c’entra l’Abruzzo in tutto ciò? Diciamo che, come al solito, la nostra regione non sorride in merito ai numeri… dei 54 Siti Patrimonio dell’Umanità riconosciuti in Italia, l’Abruzzo ne ha soltanto 1. Si tratta delle “Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa” rappresentato con alcune foreste site all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La nostra regione, però, potrebbe detenere un ruolo chiave per permettere all’Italia di spiccare nuovamente il volo, distanziando, così come si merita, le sue “rivali”. Basterebbe semplicemente partecipare più attivamente, così come hanno già fatto altre regioni italiane, per fare iscrivere all’interno della lista UNESCO anche le proprie eccellenze. Nessuno dice che sia semplice, ci sono, infatti, dei criteri e delle procedure molto rigide da rispettare (https://www.vicenza-unesco.com/it/unesco-whc/criteri-per-appartenere-al-patrimonio-dellunesco.html ) ma sarebbe ora di porsi questo obiettivo in maniera più concreta perché i luoghi straordinari non mancano. Soprattutto per il ritorno in termini di turismo, e quindi economico, che ne deriverebbe.

Ad AbruzzoMania ci siamo divertiti a selezionare le Eccellenze abruzzesi che, secondo noi, meriterebbero di essere considerate Siti Patrimonio dell’Umanità e ve li presenteremo di volta in volta.

 

Scopri i “Patrimoni abruzzesi dell’Umanità” già proposti da AbruzzoMania: 

  1. Costa dei Trabocchi
  2. Eremi d’Abruzzo

Eccellenza d’Abruzzo n. 9 – Bussi sul Tirino (PE): la chiesa di Santa Maria di Cartignano

Abruzzomania oggi visita il piccolo centro di Bussi sul Tirino. La filosofia di Abruzzomania, e lo ripeteremo all’infinito,  è che ognuno dei 305 comuni d’Abruzzo esprime almeno un’eccellenza tale da consentirgli di essere messo sotto i riflettori della notorietà turistica.

A Bussi sul Tirino abbiamo eletto eccellenza del paese la chiesa di Santa Maria di Cartignano,  un gioiello di architettura medievale eletta monumento nazionale dal 1902, dopo essere stata messa in sicurezza e resa agibile.

“E’ probabilmente un’antica “chiesa di strada”, uno di quegli edifici sacri definiti “chiese tratturali”, costruite sui sentieri delle transumanze, i “tratturi”, sui cui i pastori si muovevano continuamente con gli armenti tra Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia: dai rilievi del nord alle pianure del sud in autunno, e in direzione contraria nella bella stagione.

Il poeta pescarese Gabriele D’Annunzio ricorda questi sentieri d’erba e sassi in una sua poesia, “I pastori”: E vanno pel tratturo antico al piano, / quasi per un erbal fiume silente.”  … ed ogni “fiume silente” era disseminato di borghi, stazioni di posta, taverne, fontane, immagini sacre e, appunto, chiese.

Santa Maria di Cartignano, riaffiorata dalla terra nel secolo scorso, era sommersa da detriti alluvionali, ha avuto quindi presumibilmente anche la funzione di ristoro spirituale per questi pendolari della pastorizia: edificata prima dell’XI secolo, conserva tratti stilistici sia romanici che gotici.”

Vi invitiamo a visitarla perché è bella da immaginare, caratterizzata dalla mancanza della copertura centrale e da uno stato di conservazione apparentemente fatiscente, ma che trasmette a chi la visita una sensazione  di magico e misterioso. A prima vista e se non si è esperti conoscitori di monumenti ecclesiastici, appare  un rudere di una antica  chiesa benedettina. Approfondendo la conoscenza, vederla si rivela interessante e affascinante.

Trasmette inizialmente un senso di  tristezza e malinconia, ma poi tutto passa, ci si immerge nella sua storia passata e dopo aver osservato l’ossatura della chiesa, si notano  interessanti bassorilievi dei pilastri, ma su tutto risalta l’unico affresco nell’abside che ritrae il Cristo Benedicente, seduto in trono tra la Madonna e San Giovanni Battista. Sono presenti anche numerosi graffiti di epoca medievale (croci e “sandali”) sugli stipiti del portale ed a sinistra di una delle monofore della facciata risaltano due Fiori della Vita. Notevole la presenza di due iscrizioni, una più antica dell’altra, bell’esempio di “riutilizzo” di materiale architettonico. Scarsi i resti di quella che doveva essere la struttura del monastero. L’importante bassorilievo, raffigurante la morte in Croce di Cristo con figure alate che gli volano intorno e due imponenti leoni atti a voler proteggere la scultura, non è visibile perché conservato nella chiesa parrocchiale di Bussi sul Tirino.

Vediamo un po’ della sua storia: “Nel 1021 era una chiesetta dipendente da Montecassino. Lo sappiamo grazie a un atto di donazione nel quale si fa cenno a una cella di San Benedetto, ovvero una chiesetta di campagna. Nel 1065 divenne un monastero ed è a questo periodo che risale la chiesa che vediamo oggi. Nei documenti infatti si parla anche di monaci oltre che di rettori.

Nel Trecento il monastero esisteva ancora. Nel 1569 abbandonata dai monaci di Montecassino, la chiesa divenne grancia di S. Liberatore a Maiella, per poi passare, durante la metà del XVIII secolo, sotto i Celestini del Morrone. Forse a seguito del terremoto che colpì Roma nel 1231, venne ritoccata.

Tuttavia ciò non valse a permettere la lunga durata di vita della chiesa, che nel 1500 e nel 1600 venne abbandonata completamente nell’oblio. Nel XVIII secolo la chiesa fu inglobata nel territorio dell’abbazia di San Liberatore a Majella e dei Monaci Celestini del Morrone. Documenti del 1770 attestano che la chiesa era ancora in piedi e presentava una struttura a tre navate; successivamente è stata seppellita da detriti alluvionali. In seguito a lavori di scavo e ad interventi di restauro effettuati nel corso del XX secolo l’edificio è stato parzialmente ricostruito.

Dagli atti notarili del 1770 si deduce che la chiesa era ancora in piedi e presentava: “tre navi, con due altari laterali, con sacrestia, con una porta grande alla parte di settentrione, con un’altra piccola all’oriente e con rendita di duecento ducati”. Nel 1780 la chiesa viene rivendicata dai Borbone finchè nel 1899 Piccirilli la descrive come “seppellita dai lavaroni fino al ciglio delle arcate delle navi”. E’ poi definitivamente abbandonata riducendosi allo stato di rudere. Agli inizi del Novecento, risulta completamente coperta di detriti alluvionali. Nell’ultimo secolo l’edificio è stato in parte ricostruito.”

Fonte: http://www.archart.it – wikipedia – Fonte e foto: www.italianways.com – 

La Via Lattea d’Abruzzo – Intro

La strada dei formaggi d’Abruzzo

C’è chi dice, e non c’è dubbio, che la Svizzera sia la patria dei formaggi. Tralasciando il resto dell’Italia, che di prodotti caseari ne ha da vendere senza dover invidiare nulla a nessuno, noi, che siamo un po’ AbruzzoManiaci, ci siamo voluti divertire a lanciare una “sfida”. Riuscirà la nostra piccola regione a rivaleggiare contro un “colosso” dei formaggi come la Svizzera? Secondo noi sarà un po’ come Davide contro Golia e ne vedremo delle belle. La Svizzera si promuove con ben 15 formaggi di eccellenza e noi vogliamo fare altrettanto. Ci recheremo alla ricerca di tesori nascosti, provando a seguire le orme lasciate nella storia da mani sapienti che hanno saputo lavorare, in una sola forma di formaggio, tutta l’essenza abruzzese. Fino ad arrivare a scoprire che la Via Lattea la si può trovare non solo nel cielo stellato, ma che in Abruzzo c’è l’abbiamo sotto i piedi. Basta seguirla e ci condurrà in una terra straordinaria, anch’essa con i suoi verdi e dolci pascoli, con le sue mucche, le sue caprette, ma anche con il suo mare e con le sue pecore. Con formaggi che, dopo un solo boccone, saranno in grado di condurci verso mete inaspettate. E non con l’intento di primeggiare sugli altri, ma semplicemente per innamorarci ancora una volta della nostra magnifica terra.

L’immagine da noi realizzata e posta all’inizio dell’articolo, per il momento, presenta solo una delle tante “Stelle” di questa Via Lattea che andremo a scoprire in questi giorni e ogni volta ne aggiungeremo delle altre…

Scopri le Stelle della Via Lattea d’Abruzzo: 1. Pecorino di Farindola2. Canestrato di Castel del Monte, 3. Cacio Marcetto di Castel del Monte, 4. Caciofiore aquilano

Eccellenza d’Abruzzo n. 8 – Alba Adriatica (TE): la Spiaggia d’Argento

L’Abruzzo ha coste ricche di spiagge variegate, sabbiose, pietrose, selvagge, ideali per sport acquatici. Anche se l’articolo è dedicato ad Alba Adriatica, l’occasione è propizia per fare un bell’excursus sulle belle spiagge abruzzesi ed essendo francavillese, non posso non iniziare citando l’infinita splendida spiaggia sabbiosa di colore dorato lunga ben 7 km della perla dell’Adriatico, Francavilla al Mare ; si scende a sud per trovare San Salvo marina con la sua spiaggia ampia,  bagnata da fondali bassi e limpidi sicuri per famiglie con bambini e anziani, circondata da caratteristiche dune; nelle vicinanze c’è Punta Aderci, tra le più belle e straordinarie spiagge d’Italia, ricca di flora e fauna di macchia mediterranea, riserva naturale incontaminata e selvaggia, con un fondale marino limpido e cristallino, ideale per appassionati di immersioni e snorkeling che hanno la possibilità di incontrare qui delfini e tartarughe marine; nei pressi c’è anche il famoso Golfo d’Oro di Vasto Marina a forma di falce, con spiaggia di sabbia finissima, attrezzata con campi da beach volley, soccer e tennis e sovrastata dalla statua della Bagnante , la Sirenetta dai vastesi.

La pluripremiata spiaggia Bandiera Blu d’Europa e  4 Vele di Legambiente di Rocca San Giovanni famosa per la purezza delle acque,  calette e piccole insenature, e un mix di scogli e rocce. Marina di San Vito Chietino ideale per snorkeling e sub, che alterna spiagge di sabbia finissima e ciottoli con rupi di arenaria e possiede il famoso “Promontorio del Turchino”, che deriva il suo nome dalla colorazione delle sue acque che riflettono i cromatismi del cielo, e il meraviglioso “Trabocco del Turchino” storica macchina da pesca del XVII secolo. Pineto con la sua bella spiaggia arricchita dalla verde pineta sul mare, che si estende per diversi chilometri parallelamente alla spiaggia e la splendida Torre del Cerranoriserva marina tra le più preziose d’Italia, ideale perfamiglie con bambini piccoli. La spiaggia di Roseto Degli Abruzzi, conosciuta come “Lido delle Rose” e così chiamata per il suo  lungomare reso meraviglioso da rose e oleandri e i secolari pini marittimi e palme. Cologna Spiaggia frazione di Roseto Degli Abruzzi meta ideale per chi cerca una natura incontaminata e selvaggia, insieme costituiscono la Riserva Naturalistica del Borsacchio.

Concludiamo questo spiaggia-viaggio con Alba Adriatica, a cui è dedicato l’articolo di Abruzzomania. Chiamata “Spiaggia d’argento” per il particolare colore della sabbia e per richiamare la sua bellezza splendente come l’argento, è una delle bellezze d’Abruzzo. Acque pulite, grande litorale sabbioso, 3 chilometri di spiaggia adornata da palme, pinete e oleandri, con il suo mare con fondali bassi, cristallino. Viva le spiagge d’Abruzzo e il loro splendido mare!

Fonte:/www.viagginews.com – Foto by it.it.facebook.com

The Abruzzese Dream – Intro

(foto by David Giovannoli)

Gli abruzzesi che hanno “fatto” l’America

Alcuni statunitensi volevano visitare l’Abruzzo… allora cosa di meglio se non portarli a conoscere la nostra bellissima terra attraverso un tour esperienziale sugli “abruzzesi” che avevano contribuito a costruire l’America? Non vi parleremo dei dettagli di come abbiamo organizzato l’evento ma vi faremo stupire nel conoscere questi personaggi, il borgo del quale erano originari e la loro “religiosità”.

Entrate con noi nella nostra “Hall of Fame”: Rocky MarcianoBradley Cooper

Progetto Rete Siti Unesco per il rilancio del Sud Italia e delle isole

Per prima cosa, a proposito di Unesco, ricordiamo che l’Italia è il paese che detiene il record di maggior numero di patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel mondo con 54 beni nella lista nel 2018. E l’Abruzzo? Abbiamo i 937 ettari delle cinque faggete vetuste inserite da luglio 2016 nel Patrimonio mondiale dell’umanità, primo sito Unesco in tutta la regione. Sono stati infatti premiati con questo ambito riconoscimento 5 siti di faggeta ricadenti in cinque comuni, siti che si contraddistinguono per l’elevata naturalità e per la specifica collocazione geografica lungo il crinale principale dell’Appennino

Le cinque faggete sono presenti nei comuni della provincia dell’Aquila, di Val Cervara, in vita da oltre 500 anni, di Moricento (Lecce nei Marsi), Coppo del Principe e Coppo del Morto (Pescasseroli) e Cacciagrande (Opi).

Ricordiamo anche che queste foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa sono un patrimonio non solo italico, ma condiviso con Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ucraina.

C’è anche l’Italia ed in Italia c’è anche l’Abruzzo. Adesso in un’ottica di benchmarking vediamo come si organizzano alcune regioni competitor nel sud dell’Italia e chiediamoci perché l’Abruzzo non fa parte di questo gruppo, perché non appartiene più al sud Italia e quindi non ha titolo o perché strategie di co-marketing non appartengono alle corde di chi gestisce la governance della nostra regione?

“Cinque regioni insieme per promuovere i siti Unesco. Unisce cinque regioni ‘Progetto Rete Siti Unesco’, il piano presentato  a Matera per il rilancio del Sud Italia e delle isole. L’iniziativa vede impegnate BasilicataCampaniaPugliaSardegna e Sicilia per creare una rete tra i territori che ospitano siti patrimonio Unesco.  

Il progetto si concentra i particolar modo su 14 siti Unesco: i Sassi e il Parco delle chiese rupestri di Matera; la Costiera Amalfitana; il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano con il parco archeologico di Paestum, Velia e la Certosa di Padula; il Complesso monumentale di Santa Sofia; la Reggia di Caserta, l’acquedotto Vanvitelli e il Complesso di San Leucio; la Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale; Siracusa e le necropoli rupestri di Pentalica; le città tardo barocche della Val di Noto; la villa romana del Casale di Piazza Armerina; l’Area archeologica su Nuraxi di Barumini; i trulli di Alberobello; Castel del Monte; il santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo; e la Foresta Umbra.”

Fonte: www.ttgitalia.com – foto by avezzanoinforma.it

Il Mondo a portata di Abruzzo – Intro

(foto by valvibratalife.com)

Noi di AbruzzoMania riteniamo di vivere in un “Paese Straordinario”, l’Italia, e che abbiamo delle meraviglie straordinarie a pochi passi da casa nostra, senza il bisogno di fare viaggi stratosferici. Noi Italiani, insomma, abbiamo il Mondo, o quasi, a portata di mano!

Dai borghi affacciati sul mare cristallino a quelli sulle alte vette delle Alpi, per non parlare della varietà dei paesaggi, dell’enogastronomia, della cultura e del folklore, dell’arte e di molto altro ancora, il tutto concentrato all’interno di uno “Stivale”.

Noi di Abruzzomania riteniamo, allo stesso tempo, di vivere in una “Regione Straordinaria”, ma sarebbe possibile dire la stessa identica cosa se ci soffermassimo a parlare solamente del nostro piccolo Abruzzo? Proviamoci insieme!

Scopri i luoghi ai quali assomiglia l’Abruzzo: Irlanda? No, Abruzzo! – Scozia? No, Abruzzo!