Trend enogastronomici

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Prosecco e mozzarella i più cercati da turisti stranieri. Cresce la passione di danesi e francesi per l’Italia della buona tavola

E’ il Prosecco l’eccellenza italiana più ricercata dai turisti che scelgono l’Italia per motivi enogastronomici. Subito dopo mozzarella, gorgonzola, ricotta e tartufo. Lo rivelano i dati forniti di Google Trends illustrati a Grinzane Cavour (Cuneo) alla prima edizione di ‘Food& Wine Tourism Forum’ promosso dall’Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero in collaborazione con Enoteca regionale Piemontese Cavour.

Le ricerche dall’estero legate all’Italia come meta di turismo enogastronomici sono in continua crescita: nel biennio 2017-2018 è cresciuto del 70% l’interesse dei danesi, del 21% quello dei francesi; +20% dal Belgio, +14% dai Paesi Bassi.

A livello globale le eccellenze italiane stravincono contro gli eterni rivali di Francia: la Mozzarella ha raccolto il quadruplo delle ricerche del francese Camembert, il Parmigiano Reggiano il doppi del Brel, il Gorgonzola è cercato una volta e mezzo il Roquefort, la Grappa il triplo del Cognac. Per quanto riguarda il ‘turismo del vino’ la crescita maggiore riguarda la Danimarca (+160%), poi la Svezia (+57%) e la Slovenia (+50%).

Fonte: ANSA

Eccellenza d’Abruzzo n. 1 – Sant’Eusanio del Sangro (CH): l’oasi di Serranella

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Oggi parliamo di una delle eccellenze d’Abruzzo che appartengono al mondo della natura, di cui la nostra regione è florida.  E’ la Riserva Naturale Regionale che con il Lago di Serranella grazie alla sua posizione prossima alla costa adriatica e alla confluenza fra i fiumi Sangro e Aventino è una delle aree più importanti per la sosta degli uccelli migratori. Leggi tutto “Eccellenza d’Abruzzo n. 1 – Sant’Eusanio del Sangro (CH): l’oasi di Serranella”

Massima di marketing n. 2

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Sul marketing:Il marketing è talmente importante che non può essere considerato come una funzione separata … esso è l’intera impresa considerata dal punto di vista del suo risultato finale, cioè il soddisfacimento della clientela. ”   – Peter Druker

Dialisi e Turismo in Calabria

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Palmi e Taurianova fanno rete: ecco il progetto sperimentale “Dialisi e Turismo in Calabria”

I Comuni di Palmi e Taurianova si sono uniti a sostegno del progetto sperimentale “Dialisi e Turismo in Calabria 2018”, da attuarsi presso i Centri per Dialisi Territoriali ricadenti nel territorio della provincia di Reggio Calabria. A seguito del progetto approvato lo scorso 30 Aprile, con la deliberazione del Direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, i due Centri Dialisi di Palmi e Taurianova, unici del distretto tirrenica,  potranno garantire la continuità del trattamento emodialitico “salvavita” a soggetti uremici cronici emodializzati che trascorreranno le loro vacanze in Calabria. I soggetti uremici cronici in trattamento terapeutico stabilizzato con emodialisi devono trascorrere circa quattro ore per tre volte la settimana in un Centro Dialisi, e possono quindi allontanarsi a lungo dalla propria dimora abituale solo quando vengono accolti presso uno di tali Centri, in modo che si possa loro garantire la terapia depurativa. Le Amministrazioni comunali di Palmi e di Tauranova, guidate dai sindaci Giuseppe Ranuccio e Fabio Scionti, hanno accolto con grande entusiasmo il progetto “Dialisi e Turismo in Calabria”, attivandosi in sostegno all’iniziativa mediante la stipula di una convezione con l’Azienda Sanitaria Provinciale. A supporto di ciò, i due comuni si sono attivati per l’accesso diretto ai finanziamenti messi a disposizione dalla Comunità Europea, nel quadro finanziario pluriennale 2014-2020, per lo sviluppo del turismo in Calabria. In questa fase sperimentale, l’iniziativa progettuale dell’Asp consentirà ai Centri Dialisi del Distretto Tirrenico di accogliere un numero massimo di venti pazienti uremici cronici emodializzati, 10 a Palmi e 10 a Taurianova, durante i tre mesi estivi. Il progetto, oltre a caratterizzarsi per le finalità di utilità sociale, darà sostegno e sviluppo al turismo.

Definizione di marketing

Il Marketing è il processo sociale e manageriale mediante il quale una persona o un gruppo ottiene ciò che costituisce oggetto dei propri desideri creando, offrendo e scambiando prodotti e valore con altri”. Philip Kotler

Alla luce di questa definizione il Marketing non può essere semplicemente circoscritto a mera funzione aziendale, né tanto meno ad un ramo del settore vendite, ma va inteso soprattutto come un processo che coinvolge l’impresa a tutti i livelli.

La galassia di Google Travel

Dal prodotto, alle aree Flights e Hotels. Ecco le aree di Big G dedicate al turismo, raccontate da Richard Holden, vp e product management

Una galassia, quella del travel di Google, che va presa a pezzi per capirne bene la portata e l’andamento. Intanto gira intorno a due grandi divisioni organizzative dell’azienda: prodotto e sviluppo ingegneristico. Le dimensioni del colosso Usa lo richiedono, come ha spiegato bene Richard Holden, vice president e product management dell’azienda di Mountain View, nel corso del suo intervento durante lo scorso PhocusWright Europe ad Amsterdam, di cui Guida Viaggi è media partner. Almeno 7 sono le aree prodotto legate in modo diretto o indiretto al mondo del viaggio. Innanzitutto l’area Flights, dove Google ha iniziato 7 anni fa.

“Saremo in 75 mercati nel mondo entro la fine dell’anno, abbiamo investito sulla tecnologia e la capacità di rispondere rapidamente alle esigenze”, ha spiegato Holden. Un’altra area di attività è Hotels, presente di fatto su tutti i mercati, in termini di search e ads. “Abbiamo rinnovato la user experience soprattutto su mobile e desktop, con maggiori effetti, e nell’ultimo anno abbiamo incrementato del 60% i leads per i nostri partner dal lato ads”. I servizi, in alcuni paesi, sono poi da localizzare in modo forte. Per esempio in Giappone, dove non tutte le tradizionali proprietà come i ryokkan, sono online con informazioni complete.

Su Book on Google Holden dice: “Sta crescendo e può essere un ottimo strumento per aumentare il business anche nell’ambito del travel, per noi deve mettere in comunicazione e facilitare le conversioni per i nostri partner”. La grande azienda ha inoltre creato Area 120, che è un incubatore interno per sviluppare prodotti più nuovi e sperimentali, come alcune app. 

Fonte a.g. – Guida Viaggi

La bella definizione dell’Abruzzo coniata da TREe

“L’Abruzzo è la regione verde d’Europa! Terra di eccellenze, esperienze ed emozioni uniche. Capolavoro inimitabile, un susseguirsi di sensazioni che esplodono in magiche terapie emotive. Le sue straordinarie montagne con le vette maestose degli Appennini, le bellezze e il continuo susseguirsi dei suoi parchi. Le dolci colline e le belle pianure. Protesa nel mare, che le fa da supporto, l’Abruzzo annovera nel suo territorio eremi incontaminati, santuari sconosciuti, abbazie e oratori d’altri tempi, incredibili reliquie religiose, arte, archeologia, cultura, storia, tradizioni, sapori unici al mondo con arrosticini delizie del palato e vini di immensa bontà. Grandi parchi per una natura incontaminata. Paesaggi unici e borghi incantati. Castelli maestosi. Le grandi civiltà del passato che contribuiscono a rendere l’Abruzzo un immenso patrimonio d’arte e cultura. L’Abruzzo è anche prezioso artigianato con le stupende ceramiche di Castelli, Ma l’Abruzzo è soprattutto mistero! Le 4 province che compongono l’Abruzzo custodiscono preziosissimi tesori, dalle montagne del Gran Sasso e della Majella, allo splendido mare Adriatico”. Vuoi toccare con mano le meraviglie di questa splendida regione? Contattaci e resterai sbalordito!

info@turismoreligiosabruzzo.it

 

Factorympresa Turismo: un programma al servizio delle startup di settore

Al via la call per il nuovo Accelerathon sul “Food&Wine Tourism” promosso dal Mibact e gestito da Invitalia

Rendere l’Italia più competitiva sui mercati internazionali in ambito turistico è l’obiettivo di Factorympresa Turismo, il programma promosso dal MiBACT e gestito da Invitalia che offre servizi di tutoraggio e contributi economici alle imprese e agli aspiranti imprenditori della filiera turistica. Il tema di questa edizione è “Food&Wine Tourism” ed è stata indetta una call rivolta a startupper che dovranno misurarsi sui temi dell’esperienza turistica, del marketing & export e del territorio. L’obiettivo? “Creare valore per innovare ed ampliare  il portafoglio di prodotti turistici delle destinazioni italiane, offrendo esperienze turistiche enogastromiche competitive e di qualità attivare azioni di ingaggio della domanda e di marketing in modo integrato sui mercati del turismo e della enogastronomia, ampliando le opportunità per destinazioni e imprese valorizzare turisticamente i territori dotati di risorse enogastronomiche salvaguardando la sostenibilità ambientale dei flussi, la garanzia di qualità sia dei prodotti che dei servizi, l’autenticità dello stile di vita e delle tradizioni”.

I venti migliori progetti selezionati dalla call parteciperanno a settembre all’Accelerathon di Torino sul tema food & wine tourism. Il capoluogo piemontese ospiterà i fortunati imprenditori per 36 ore di lavoro guidato e coordinato da tutor e mentor di Invitalia. Saranno questi “maestri” a gestire l’accelerazione finalizzata allo sviluppo dei progetti in grado di elevare la qualità e il tasso di innovazione del turismo enogastronomico e per migliorare le capacità del team di presentare il progetto a potenziali investitori/partner/clienti. Ma non è tutto, al termine della maratona torinese una giuria nominata dal Ministero dei Beni culturali e da Invitalia premierà le 10 migliori startup con una somma di 10 mila euro da utilizzare per lo sviluppo del progetto imprenditoriale.

C’è tempo fino alle ore 12 del 10 settembre 2018 per rispondere alla call e presentare il proprio progetto di business sul turismo enogastronomico nell’Anno del Cibo italiano.

A partire dal 13 luglio 2018 sarà online un ulteriore aiuto: il report del Town Meeting “Food and Wine Tourism” che si svolgerà a Torino l’11 luglio 2018: “un grande ‘brainstorming’ tra esperti del settore che precederà ogni Accelerathon con l’obiettivo di far emergere la domanda di innovazione. Più di 100 stakeholder si confronteranno per far emergere criticità, fabbisogni e possibili soluzioni, in modo da definire meglio i temi attorno ai quali costruire la successiva gara tra le idee imprenditoriali”. Maggiori informazioni, il regolamento e i dettagli per scaricare modulo e altri documenti sono disponibili sul sito: www.factorympresa.invitalia.it/news/-/blogs/factorympresa-turismo-al-via-la-call-per-il-nuovo-accelerathon-sul-food-wine-tourism- inoltre è possibile rivolgersi all’indirizzo email: startup@invitalia.it

Fonte: marketingdelterritorio.info

Cosenza scommette sul turismo delle origini

Foto by Cosenzaturismo.it

E’ importante implementare nella nostra città strategie e programmi finalizzati al radicamento del turismo cosìddetto delle origini, segmento nel quale si stanno già intraprendendo con successo delle iniziative che vanno ancora di più strutturate. C’è ancora molto da fare, ma i primi segnali in questa direzione sono molto incoraggianti”. Lo ha affermato l’Assessore al turismo e marketing territoriale, Rosaria Succurro. Lo spunto lo ha offerto la pubblicazione di un’indagine, proprio sul turismo delle origini, realizzata dalla professoressa Sonia Ferrari dell’Università della Calabria e dalla dottoressa Tiziana Nicotera, cultore della materia e tutor didattico per marketing del turismo e marketing territoriale alla Facoltà di scienze turistiche dell’ateneo di Arcavacata. L’indagine, inserita nel quindicesimo rapporto sul turismo della Regione Calabria, si è sviluppata attraverso alcune interviste frontali ai turisti delle origini, effettuate presso i punti di informazione turistica del Comune di Cosenza, gestiti dall’Associazione di Promozione Turistica “Città di Cosenza”, dove, in alcuni casi, ai cosìddetti roots tourists, sono stati offerti i servizi richiesti, difficilmente reperibili sul mercato. Le informazioni raccolte hanno riguardato le persone, di origini calabresi, residenti all’estero e che vengono in vacanza in Calabria, anche per comprendere le eventuali attività poste in essere per attirare ed accogliere questa particolare tipologia di turisti.

L’apertura verso questa forma di turismo delle radici si è manifestata già nello scorso mese di maggio con un educational tour cui ha partecipato a Cosenza un gruppo di tour operators canadesi arrivati in città per pianificare l’arrivo, già dalla fine di agosto, di flussi di turisti provenienti dal Nord America. Con i tour operators, anche agenti di viaggio, giornalisti, fotografi e influencer che hanno voluto toccare con mano le opportunità turistiche offerte dalla città di Cosenza, soprattutto dopo il grande investimento dell’Amministrazione comunale e dall’Assessore al turismo e marketing territoriale Rosaria Succurro che hanno puntato con decisione sull’attrattività aumentando la destination reputation di Cosenza e suscitando interesse anche a livello internazionale. I turisti intervistati durante l’indagine sono turisti individuali che viaggiano in coppia (marito e moglie, cugini, amici, di cui entrambi o uno dei due è di origine calabrese). Un aspetto che fa comprendere come questo turismo, per quanto diffuso, sia ancora un fenomeno non strutturato, organizzato in modo indipendente dai diretti interessati. Mentre dai dati sul registro presenze dei punti informativi del Comune di Cosenza e da quelli che emergono dai tour guidati si evince che per altre forme di turismo spesso i visitatori viaggiano in gruppo, per il turismo delle origini non è così. Alcuni di questi turisti richiedono servizi legati alla visita presso i luoghi d’origine, altri si muovono autonomamente alla scoperta dei luoghi, con auto a noleggio o mezzi pubblici di trasporto, richiedendo solo un supporto informativo (mappe della città, guide descrittive, consigli sulla ristorazione, ecc.). Questi turisti, al di là del momento dell’intervista, sono molto più propensi di altri a soffermarsi a chiacchierare con gli addetti agli uffici turistici, a raccontare la loro storia e i ricordi dell’infanzia propria o dei familiari, cercando un’affinità con i vari interlocutori. Si tratta, per lo più, di persone alla ricerca di un senso di accoglienza differente, più forte e più coinvolgente, per essere identificate come calabresi e non come turisti. Per i roots tourists è importante soprattutto che il personale dei punti informativi mostri empatia e capacità di farli sentire “a casa”, che sia estremamente disponibile a soddisfare richieste relative a visite presso il paese d’origine e che abbia una memoria storica su come erano un tempo i luoghi in cui sono tornati dopo tanti anni o che hanno conosciuto attraverso i racconti dei propri avi. Molti dei roots tourists chiedono, infatti, ai tour operator di visitare i paesi d’origine. Perché Cosenza diventi competitiva, sarà necessario fare in modo che essi possano visitare i luoghi delle proprie origini con facilità. Per loro questa visita – ha dimostrato l’indagine sul turismo delle origini per lo sviluppo di strategie di destination marketing – rappresenta un’esperienza irripetibile che conferisce maggior valore al soggiorno nella terra natale propria o dei propri avi. Senza questa visita verrebbe meno la motivazione principale del viaggio e con essa quell’emozione che lega indissolubilmente questi particolari viaggiatori al paese delle origini.

E’ curioso notare che spesso la visita comprende solo in parte siti storici, musei, monumenti e chiese, per concentrarsi su vicoli, case, gente, insomma posti e persone oggetto di ricordi o racconti. E’ sintomatico che un’intervistata brasiliana ha riferito di essere interessata a vedere un vecchio acquedotto dove sua madre faceva dei picnic insieme alla gente del posto e di essere stata a vedere dall’esterno la casa di origine di sua madre, dopo averla individuata grazie ad una vecchia cartolina.

Fonte CosenzaPost.it