Eccellenza d’Abruzzo n. 11 – Acciano (AQ): caratteristico borgo

Oggi Abruzzomania,  vi racconta l’11° Eccellenze d’Abruzzo, il borgo di Acciano, nella Valle Subequana e altopiano delle Rocche. Vi ricordo che ne abbiamo censite ben 305, una per ognuno dei 305 comuni della nostra regione! Andiamo a conoscere alcuni tra i meravigliosi luoghi d’Abruzzo, che purtroppo molti abruzzesi non conoscono!  Non vi preoccupate, amici abruzzesi, avete ancora tanto tempo a disposizione per poterli visitare!

Qual’è la peculiarità di Acciano, paesino di poche centinaia di anime circondato dal verde dei boschi di quercia? Acciano è un bel borgo di origine longobarda, arroccato su uno sperone di roccia, tra i monti Bufame e Pietre Fitte, dal quale si gode la vista delle creste rocciose del Sirente, ricco di storia religiosa, infatti annovera ben 13 luoghi e monumenti religiosi tra santuari, eremi, chiese, ruderi religiosi e oratori. Ha quasi dell’incredibile che un posto così piccino abbia quasi più luoghi di culto di Roma (si scherza ovviamente, ma lo stupore resta!). Non mancano le testimonianze di un importante passato, con le torri medievali e le case fortificate di origine medievale, il borgo stesso a rendere valore a questo luogo.

Ma Acciano è un borgo multiplo, perché oltre ad Acciano borgo, è possibile ammirare il borgo fortificato delle sua frazione Becci con i suoi tesori storico-architettonici, e poi ancora Roccapreturo, Succiano e San Lorenzo con i suoi monumenti religiosi. Insomma, tanta “roba” da vedere!

Acciano è famosa per le sue cantine scavate nella roccia calcarea, dove, non in tutte, si trova una grossa pietra cilindrica chiamata “pinnerone” che serviva a spremere le vinacce per la produzione del buon Montepulciano locale e infine come non ricordare la storia, poco conosciuta, del Gigante di Acciano, al secolo Giuseppe Catoni, che nel 1800 fece parlare il mondo perché, come scrisse il suo biografo, “[…] fu un gigante vero, dal corpo armonioso, dai muscoli d’acciaio, dotato di una forza al di sopra di ogni essere umano, insomma un atleta grande che fece parlare le nostrane ed estere genti”. Proprio nell’articolo di ieri di Abruzzomania parlavamo di storie abruzzesi, eccone una su cui ci sarebbe da scrivere molto!

Foto by www.beffi.it

Storie straordinarie per l’Abruzzo

Anche l’Abruzzo attraverso una oculata strategia di marketing low cost, potrebbe realizzare una strategia simile. Non avremo la forza finanziaria degli Emirati, ma abbiamo tante storie straordinarie da raccontare. Potremmo raccontare storie del passato, come quella ad esempio del Gigante di Acciano Giuseppe Catoni e del brigantaggio e storie del presente, storie di pastori, di pescatori, di uomini e donne abruzzesi, ne avremmo veramente tante da raccontare!

Nel frattempo vediamo cosa stanno architettando negli Emirati Arabi con le loro ‘Storie straordinarie’. Ecco a voi la nuova strategia di marketing di Abu Dhabi!

L’obiettivo del nuovo progetto è quello di continuare ad accrescere la conoscenza e l’appeal di Abu Dhabi, e di far crescere la sua percezione come destinazione distintiva per il tempo libero, gli affari e la cultura.

I primi due di questi film vedranno protagonisti Fatema Al Hameli, che si definisce “Camel Whisperer” (Addestratrice di Cammelli), nonché prima donna degli Emirati a partecipare con i suoi animali alle aste di cammelli e ai concorsi di bellezza di animali del Paese, e il “Rocket Boy” (Ragazzo Missile) Theo Kekati, un adolescente appassionato di motori e velocità, esperto nel trovare divertimento da brividi.

I mini-film ‘A Series of Extraordinary Stories’ sono visibili in tutto il mondo a questo link.”

Fonte: www.ttgitalia.com – Foto by rete8.it

Fonte: www.guidaviaggi.it

Grandi novità turistico-legislative

Si annunciano tempi nuovi per il turismo, speriamo che anche sul fronte delle strategie si apporti innovazione! Vediamo quali sono le due importanti novità in arrivo: “Arriva la stretta su Airbnb: codice identificativo per chi affitta e TripAdvisor annuncia: “Carcere per chi scrive recensioni false”.

Partiamo dalla prima notizia: “Il Governo Conte è pronto per la stretta all’home sharing. Per contrastare l’abusivismo nel comparto degli affitti brevi online il ministro Centinaio sarebbe intenzionato a introdurre un codice identificativo per le strutture ricettive, compresi gli alloggi affittati su piattaforma web. Saranno previste per i trasgressori sanzioni fino a 100mila euro. Pertanto chi lavorerà in legalità avrà il codice identificativo e quindi potrà promuovere e vendere le proprie strutture anche sui siti on line, chi invece non avrà il codice identificativo sarà un abusivo”.

La seconda importante notizia riguarda “le recensioni false, redatte allo scopo di far incrementare o diminuire la popolarità di un’attività sui portali di recensioni, che potrà costare il carcere. Ad affermarlo è una sentenza del Tribunale di Lecce, annunciata da TripAdvisor in una nota. Un “truffatore seriale di recensioni online” è stato “condannato al carcere” e più precisamente a “9 mesi di prigione e al pagamento di circa 8.000 euro per spese e danni”. 

Fonte: www.ttgitalia.com

Come va il turismo mondiale?

Oggi vi parliamo dei grandi numeri del turismo mondiale! Gli arrivi mondiali “viaggiano” verso il miliardo e 400 milioni e scopriamo gli italiani dove vanno in vacanza? Attenzione alla cartina mondiale che rappresenta il mondo dal punto di vista dei turisti?
“Il Ciset aggiorna sull’andamento del turismo a livello mondiale: i primi quattro mesi del 2018 hanno totalizzato un aumento del 6% e le prospettive annuali non si discostano da questo trend, confermando così gli ottimi risultati conseguiti nel 2017 (+7%). “Si tratta di un risultato decisamente superiore alla dinamica di lungo termine 2010-2020, stimata pari al +3,8% medio annuo”, osserva l’istituto universitario.

Le economie avanzate consolidando il peso sul mercato turistico globale con una quota del 54,8%, a fronte di una crescita stimata pari a +5,3%. Mentre il Nord America si posiziona al +4,1%, l’Estremo Oriente, in primis il Giappone, e l’Oceania registrano dinamiche rispettivamente del +6,3% e del +5,2%, mentre l’Europa rinsalda le proprie performance attestandosi al +6,8%.

Più rilevante la dinamica dei paesi emergenti (+7,1%) con il recupero confermato di Cina e Sud-Est Asiatico (+10%), le performance del Sud America (intorno al +7,7%) e del Centro America (+5,7%) e l’interessante dinamica dell’area subsahariana (+6,1%). A questo scenario si aggiungono ulteriori segnali di rimonta della Turchia e del Nord Africa”.

I fattori push, capaci di consolidare e accrescere la fiducia sia del business internazionale che dei consumatori, stanno nella conferma della capacità propulsiva dell’economia statunitense, nella complessiva tenuta di quelle asiatiche e nel recupero delle altre economie emergenti.

A fronte di questo scenario, a fine 2018, il movimento turistico mondiale dovrebbe avvicinarsi al miliardo e 400 milioni di arrivi, come confermato anche dall’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto).

Magli italiani dove vanno? Nell’intero anno, le partenze internazionali dall’Italia verso i principali paesi supereranno i 24 milioni, con un tasso di incremento del  +2,9%. In particolare, superiore alla media sarà la crescita dei flussi diretti verso il Mediterraneo (+3,2%). Le cui destinazioni assorbono più della metà del totale dei flussi in partenza dal nostro paese. Torna  positivo nel 2018 il movimento verso la Francia (+3,1%), principale mercato di destinazione per il nostro paese con oltre 8 milioni di partenze.

L’Europa Centrale mostrerà una crescita inferiore alla media con un +2,1%.  Il Nord Europa sarà contraddistinto da un aumento di poco inferiore alla media (+2,5% ), ma Svezia e Irlanda risulteranno tra le mete preferite, con dinamiche superiori al +4%, mentre i viaggi verso il Regno Unito, che rappresenta circa il 70% delle partenze verso l’area non supereranno il +2%. Infine, i paesi extraeuropei saranno caratterizzati da un andamento in linea con la media (+2,9%), con una predilezione per le mete dell’America Latina e dell’Australia. Tra le mete tradizionali d’oltre oceano, gli Stati Uniti registreranno un  +2,8%. In recupero, ma ancora sotto tono, infine, le mete africane (+1,4%).

Per l’analisi viene utilizzato “Trip”, un modello di previsione dei flussi turistici internazionali elaborato da Ciset-Ca’ Foscari e utilizzato due volte l’anno, da vent’anni.”

Fonte: www.guidaviaggi.it

Il turismo della Grande Guerra

“Il Friuli Venezia Giulia promuove il turismo della Grande Guerra. È in programma dal 20 al 22 settembre prossimo la Borsa del Turismo della Grande Guerra, organizzata da PromoTurismoFvg con la collaborazione del Comune di Gorizia. Durante la tre giorni saranno presenti sul territorio 25 buyer provenienti, oltre che dall’Italia, anche da Austria, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Inghilterra e Slovenia. È organizzato anche un educational con visita alla città di Gorizia e ai luoghi legati alla Prima Guerra Mondiale.”

Ma anche l’Abruzzo è ricco di storia di guerra soprattutto della II° Guerra Mondiale. Con la linea Gustav, la Battaglia di Ortona, la liberazione di Mussolini che si trovava agli arresti in un hotel di Campo Imperatore, grazie a un drappello di uomini scelti fra i militari tedeschi che riesce a farlo evadere e lo preleva portandolo in Germania.

“In Abruzzo opera principalmente l’VIII Armata che conta divisioni provenienti da tutto il Commonwealth (Regno Unito, Nuova Zelanda, Canada, India) comandata dal Generale Montgomery. Dal fiume Sangro al fiume Garigliano, tagliando idealmente a metà l’Italia, si lavora alacremente per realizzare la LINEA GUSTAV.

Fra settembre e ottobre 1943 i militari germanici che fino ad allora avevano fatto solo sporadiche apparizioni nei piccoli paesi o cittadine abruzzesi, si installano ovunque requisendo le abitazioni più signorili o strategicamente rilevanti, razziando tutto ciò di cui necessitano (derrate alimentari, mezzi di trasporto, carburante, armi) e reclutando, pena la fucilazione, le popolazioni locali per svolgere il lavoro di fortificazione, scavare trincee e postazioni per l’artiglieria. Con l’evolversi della guerra, si ordina lo sfollamento dei paesi per non ostacolare le manovre militari.”

La maggior parte degli abitanti dei paesi coinvolti si dimostrano riluttanti a lasciare le proprie abitazioni e i propri residui averi. Tutto ciò che non è stato già razziato dai tedeschi viene murato in qualche sottoscala o nascosto accuratamente. In molti si allontanano durante il giorno, trovando rifugio in casolari di campagna, in grotte o nei boschi, per poi far ritorno a casa propria durante la notte. La Banda Palombaro, costituitasi a Chieti ma operante fra Palombaro e Fara San Martino già dal settembre 1943, inizialmente si concentra su azioni di sabotaggio e spionaggio passando poi alle azioni di guerriglia. Nei i primi giorni dell’ottobre 1943 a Lanciano si ha la rivolta armata della popolazione, stremata dalla fame e dai soprusi dei tedeschi. Sarà una parentesi nell’occupazione tedesca della cittadina frentana ma diede un chiaro segnale della tenacia e della volontà degli abruzzesi di ribellarsi e combattere per la propria liberazione.

Emblematica è la storia della Brigata Majella il cui primo nucleo si costituisce al castello di Casoli, dove il comando alleato si è installato per dirigere meglio le operazioni sul versante montano. Alcuni sono intellettuali che vogliono combattere per la causa democratica, altri semplici cittadini di ogni estrazione sociale che lottano invece per la libertà e per difendere il loro territorio. Nel giugno 1944 tutto il territorio abruzzese è liberato!

L’Abruzzo purtroppo, ma è storia, ospita nei primi anni ‘40 anche diversi campi di internamento per cittadini di nazioni ostili (Francia, Gran Bretagna, Polonia), ebrei, detenuti politici, slavi e persone sgradite al fascismo.”

Ma sono tante altre le storie che possono essere raccontate! Vogliamo anche noi promuovere questo turismo? Si, ne avremmo la possibilità con un grande potenziale!

Fonte: www.ttgitalia.com – www.sullalineagustav.it

Abusivismo ricettivo, arriva un nuovo software

Abusivismo ricettivo: nelle Marche, il Comune di Mondolfo lo combatte con un software. Come funziona?  Vengono effettuati controlli incrociati sulle piattaforme di booking on line e i dati di Regione e Questura per verificare le strutture turistiche ricettive esistenti sul territorio e non regolarmente registrate per l’imposta di soggiorno. Bella iniziativa, vero? Vogliamo adottarla anche in Abruzzo?

Lo scopo è “il monitoraggio delle strutture ricettive esistenti nel Comune e scoprire in tal modo gli abusivi che anche nel settore turistico stanno proliferando a causa dell’assenza di controlli da parte delle Autorità. 

L’attivazione di un software che consente di tenere sotto controllo tutte le strutture ricettive (di solito, invece, i controlli si fanno sempre e solo sugli alberghi) consentirà una drastica riduzione dell’abusivismo (che danneggia gli albergatori ed i regolari), un recupero dell’odiata tassa di soggiorno ed una più esatta certificazione oltre ad un più efficace controllo di sicurezza sugli alloggiati”.

Fonte: www.guidaviaggi.it – Foto by laltrogiornale.it

Arriva il G20 del turismo con l’Abruzzo fuori dai grandi

Bibione organizza il G20 delle “capitali” del turismo e considerato che già si parla di farlo diventare itinerante, vogliamo proporre la candidatura della nostra Francavilla al Mare che potrebbe proporsi in veste di osservatore? Questo perché i nostri numeri sono deboli rispetto a quelli delle spiagge del G20, ma tentar non nuoce ed un’iniziativa del genere potrebbe fungere da volano per risvegliare una  vocazione turistica un po’ assopita.

“Bibione organizza il G20 delle “capitali” del turismo, il primo summit delle località balneari, il  G20 delle spiagge italianeorganizzato dal sindaco del Comune di San Michele al Tagliamento di cui Bibione è frazione, che vuole scrivere il futuro del turismo balneare italiano e diventa protagonista di una tre giorni (dal 5 al 7 settembre) che chiama a raccolta venti località, di sette regioni italiane, che da sole totalizzano quasi 60 milioni di turisti.

Al G20 prenderanno parte le spiagge di Bibione, Cavallino Treporti, Jesolo, Caorle, Chioggia, Lignano Sabbiadoro e Grado, Rimini, Riccione, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Comacchio, Cervia e Cattolica, Sorrento, Forio d’ Ischia, Vieste, Castiglione della Pescaia e Arzachena

Rimini e San Michele al Tagliamento-Bibione. La prima la conosciamo in termini numerici. La seconda: circa 12.000 abitanti e 150 strutture ricettive fra hotel, campeggi e villaggi (contro i 1.106 esercizi alberghieri e 403 extra-alberghieri di Rimini) e una quarantina di agenzie immobiliari che affittano circa 10.000 appartamenti, e con un bel pacchetto di presenze: più di 5 milioni l’anno. Il progetto nasce a Bibione e, anche se il G20 potrebbe diventare itinerante per coinvolgere da vicino tutti i territori, la leadership è del sindaco del piccolo comune veneto.

Il G20 è stato ben pensato ed ha tutte le caratteristiche per raccogliere interesse. Si parlerà fra l’altro di erosione delle spiagge, direttiva Bolkestein, riqualificazione delle strutture ricettive e degli stabilimenti balneari, gestione dell’acqua e dei rifiuti, waterfronts e lungomare insieme al reperimento di finanziamenti e risorse per mettere mano alla trasformazione delle destinazioni turistiche, commercio e abusivismo, mobilità e trasporto, governance delle destinazioni balneari e policy turistiche regionali.”

Le miniere del parco della Majella

Gran bella notizia per il turismo abruzzese: le miniere del Parco della Majella diventano destinazione turistica.

“L’Abruzzo ha una nuova meta turistica e culturale: le ex miniere del Parco nazionale della Majella.

La location è infatti la protagonista di un protocollo d’intesa firmato da Agenzia Demanio, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti, Regione Abruzzo, Provincia Pescara, Ente Parco Majella e Anci.

L’obiettivo del documento è valorizzare i siti minerari dismessi per utilizzarli per attività turistiche e culturali.  In totale, la rete di gallerie si estende su un territorio che appartiene a 11 comuni. L’area comprende anche edifici e reperti.”

“La conoscenza del sottosuolo della Maiella e delle sue risorse risalgono al periodo romano, come testimonia un panetto di asfalto iscritto ritrovato in zona, che conferma come in età romana anche in Abruzzo fosse praticata la lavorazione degli idrocarburi. Lungo la vallata del fiume Lavino, infatti, lo sfruttamento dei giacimenti di bitume presenti nel sotto suolo iniziano fin da subito ad interessare il territorio di Abbateggio e degli altri siti che un tempo erano sotto la giurisdizione di Interpromium. L’avvio dell’estrazione e della lavorazione del minerale asfaltifero era necessario per impermeabilizzare il fondo delle navi che i romani tenevano ormeggiate nel porto della vicina Aternum (Pescara).
 Con il progetto VALSIMI è stato avviato il recupero della memoria della realtà industriale cessata da circa cinquant’anni. L’industria asfaltifera della Maiella è stata molto importante per l’intero fabbisogno nazionale, tanto che fino agli anni ’60 le miniere di Abbateggio, Manoppello, Lettomanoppello, Roccamorice, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Scafa fornivano circa il 40% della produzione italiana.
La prima attività estrattiva del bitume della Maiella con metodologie industriali avvenne nel 1844 per iniziativa di Silvestro Petrini. L’imprenditore abruzzese, infatti, aveva condotto delle ricerche sul campo sin dal 1840, e nel 1844 impiantò uno stabilimento per la lavorazione del petrolio e degli asfalti partendo con un capitale sociale di 40.000 lire. Dall’iniziativa di Petrini prese avvio una stagione di grande sviluppo industriale con la costruzione di fabbriche, ferrovie per il trasporto del materiale, teleferiche, centrali elettriche e vennero coinvolte società italiane, tedesche, inglesi, svizzere, che di volta in volta entrarono in possesso delle licenze minerarie per lo sfruttamento delle risorse. E’ possibile visitare i resti dell’attività estrattiva della Maiella ancora presenti lungo la vallata del Lavino grazie ad un sentiero che si snoda tra la miniera di Cusano e la galleria del Pilone.”

Fonte: www.ttgitalia.com – https://it.wikiloc.com- Foto by abruzzolive.it

 

Il turismo delle ciabatte secondo Briatore! Siete d’accordo?

Finalmente qualcuno che non le manda a dire in materia di turismo. Non concordo su tutto ciò che dice Briatore, e ve lo spiego alla fine dell’articolo, ma su un aspetto non si può che condividere, cioè quando lui asserisce che :  “Se gli proponessero il ruolo di sottosegretario al Turismo rifiuterebbe perché “anche se sei bravo in Italia non puoi decidere perché a decidere sono le Regioni.” Mi fa pensare a qualcuno e a qual cosa :).

Leggiamo alcuni stralci del suo intervento  poi tessiamoci su qualche riflessione:

“I conti del turismo italiano, a fine estate, sono in rosso. A segnare il calo più evidente è stato il Salento (-30%), negli anni scorsi meta di un numero sempre crescente di bagnanti, visitatori e persone alla ricerca del divertimento. Le ragioni di questa crisi? Troppi vincoli, scarsa qualità e prezzi alti. La ricetta secondo Briatore per ripartire: obiettivo numero uno: puntare di meno sul turismo low cost e dare slancio all’offerta di lusso.

Il punto è che il turismo delle ciabatte non dà niente al territorio né basta a trasformare un Paese o una regione in una destinazione appetibile. (..) Basterebbe pensare che il turismo di lusso lascia cose importanti sul territorio, porta soldi che fanno il bene di chi vive e lavora lì.

L’imprenditore crede che le normative in tema di edilizia, soprattutto in alcune regioni, impongano vincoli troppo restrittivi. Anche gli investimenti nel settore sono limitati e ciò porta i turisti a trascorrere le loro vacanze estive all’estero, in Spagna e in Montenegro, ad esempio:

Non facciamo opere pubbliche, le strutture alberghiere sono vecchie, e ci culliamo sul fatto che il nostro mare è bello. Senza pensare che il mare è molto bello anche altrove.

Stiamo sprecando una grossa opportunità. … sostiene apertamente di aver rinunciato a investire nel nostro Paese.”

Riflessioni? Secondo noi di Abruzzomania, il turismo di qualità non è solo quello che porta vip nella destinazione, il vero turismo di qualità è quello che cataloga le eccellenze secondo un rigido criterio di category management e utilizza le eccellenze per creare prodotti turistico esperienziali irresistibili, questo è il vero turismo di qualità. Abruzzo che aspetti a fare turismo di qualità?

 

Fonte: www.msn.com/it – Foto by: it.wikipedia.org

La Via Lattea d’Abruzzo (n°1): Pecorino di Farindola

(foto by David Giovannoli)

La strada dei formaggi d’Abruzzo: Pecorino di Farindola PAT e PRESIDIO SLOW FOOD

(foto by gransassolagapark.it)

(vedi intro)

L’inizio del nostro viaggio ci conduce a Farindola, patria del Pecorino di Farindola PAT e PRESIDIO SLOW FOOD, uno dei formaggi abruzzesi non plus ultra”, e secondo noi anche uno dei migliori pecorini al mondo. La sua zona di produzione non riguarda solo questo paese ma anche i limitrofi, tutti alle pendici del Gran Sasso orientale. La sua ricetta è assolutamente unica (vedi qui sotto) e viene menzionato fin dai tempi degli antichi Romani, chiamato il “formaggio dei Vestini”. Essa, però, è mantenuta segreta, di generazione in generazione, dalle donne delle famiglie di pastori che lo realizzano, le uniche a cui è concessa la possibilità di creare questa opera d’arte. Il latte utilizzato è 

(foto by David Giovannoli)

quello delle pecore di razza Pagliarola Appenninica, che pascolano sul territorio e vengono allevate in modo naturale, nutrendosi, per la maggior parte, delle erbe che crescono su questi monti. Bisogna pensare che per realizzare una forma di almeno 1 kg sono necessari circa 5 lt di latte e questi animali ne producono solo poco meno di 1 lt al giorno. La stagionatura avviene dopo una salatura a secco e dopo essere stata ben conservata e unta esternamente, per almeno 3 mesi, con una miscela di olio d’oliva e aceto. La crosta assume un colore, a seconda della lunghezza del periodo nel quale viene fatto stagionare, dal giallo zafferano al marrone scuro, e il formaggio prende la sua caratteristica forma, con le striature, dalla cesta di giunco (fiscella) all’interno della quale viene fatta asciugare la cagliata (il risultato del caglio mescolato nel latte alla temperatura di 35° gradi).

Segni particolari: ciò che rende unico al mondo questo pecorino rispetto agli altri è l’utilizzo di un ingrediente speciale, il caglio di suino. Per fare i formaggi, infatti, normalmente si utilizzano cagli della stessa specie. Esso contribuisce ad infondere, al suo sapore, un aroma e un gusto molto deciso. Quando lo si mangia, in bocca si ha una gradevolissima sensazione di pastosità unita ad un senso di piccante che si alterna al lieve profumo dei fiori dei verdi pascoli del Gran Sasso  orientale.

(foto by parks.it)

La storia del Pecorino è indissolubilmente legata a quella della cultura del suo territorio e del paese di cui porta il nome, Farindola. I suoi abitanti, in passato, per la maggior parte pastori, viaggiavano durante l’inverno lungo i tratturi della transumanza. Per assaporare questo formaggio, in modo diverso da quello che si può fare solo attraverso la sua degustazione, diventa fondamentale entrare in contatto con il posto in cui è nato, lasciandosi conquistare dalla natura che lo circonda e magari passeggiando all’interno del bellissimo borgo di Farindola per arrivare, attraverso le sue famose scalette e viuzze, alla Chiesa di San Nicola, Santo venerato per la sua generosità nell’elargire doni materiali, come il cibo che una volta scarseggiava, di cui la Puglia e molto devota e dalla quale, probabilmente, è stato “importato” grazie ai pastori transumanti. Altro luogo legato al pecorino sono le “caciare“, che significa luogo dove si produce il cacio, il formaggio, le tipiche capanne in pietra a secco o tholos abruzzesi.

(foto by Wikipedia)

Costruite con le pietre, materiale di scarto che si estraeva dal duro terreno montano per essere bonificato e reso coltivabile, senza l’uso di malte leganti, esse avevano forme diverse, di solito ogivali e molto simili ai più famosi Trulli, svolgevano funzioni a seconda della zona e del territorio nel quale si costruivano. A Farindola, ad esempio, assomigliavano a delle vere e proprie masserie dove nel periodo estivo si andava a pernottare per poter coltivare in luoghi distanti da casa e per stare vicini alle zone di pascolo di altura, di conseguenza utilizzate anche per la mungitura delle pecore e per la realizzazione del pecorino. E quando andiamo a fare la spesa, ricordiamoci di acquistare prodotto abruzzese!

Scopri le Stelle della Via Lattea d’Abruzzo: 1. Pecorino di Farindola2. Canestrato di Castel del Monte, 3. Cacio Marcetto di Castel del Monte, 4. Caciofiore aquilano