Eccellenza d’Abruzzo n. 5 – Castellalto (TE): borgo medievale di Castelbasso

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Dal progetto Retina (vedi articolo precedente) a descrivere l’eccellenza di Castelbasso, il passo è breve.  Su un’altura alla sinistra del fiume Vomano sorge l’incantevole borgo medievale di Castelbasso, frazione di Castellalto (Teramo). Borgo fortificato dalla caratteristica forma a goccia della sua cerchia muraria, tra i più suggestivi d’Abruzzo, costruito con pietre del fiume Vomano, mattoni e pozzolana. Il piccolo pagus, che oggi conta circa 130 abitanti, è adagiato sul versante collinare tra Roseto degli Abruzzi e Montorio al Vomano, tra i fiumi Tordino a settentrione e Vomano a meridione.

Le origini di Castelbasso si pongono tra la tarda antichità e l’Alto Medioevo (VI-VII sec.) quando, ormai diventato anch’esso possedimento longobardo, quello che sarebbe stato Castelbasso da insediamento d’altura fu trasformato in castello a seguito delle incursioni saracene (IX sec.). Un castello importante, anche, ovviamente dotato di cinta muraria, una chiesa ed edifici all’interno.

Nel Chronicon Casauriense (una raccolta dove sono trascritti documenti notarili e fatti di cronaca relativi all’illustre abbazia benedettina), infatti, il borgo fortificato è già “Castello Vecchio”, un vecchio castello che fu donato, erano gli anni 1046 e 1047, da Adelberto e Raimondo, due fratelli appartenenti alla classe proprietaria di origine longobarda, al Monastero di S. Clemente a Casauria. Opportunamente arricchito con altri beni e con lungimiranza donato a chi di dovere, quel feudo si sarebbe potuto rivelare utile a impetrare la salvezza dell’anima. Questa era almeno la speranza di Adelberto e Raimondo, che si recarono da Giso, notaio e giudice in Aprutium  dove fecero un atto di donazione a beneficio  appunto del Monastero di S. Clemente a Casauria. Castelbasso  passò quindi sotto la giurisdizione spirituale dell’abate di S. Clemente, anche se nella sua vita laica conobbe altri  4 padroni! Non lasciarono un grande ricordo gli abati di quell’abbazia, se ancora fino a pochi anni fa gli anziani castelbassesi, quando imprecavano, spesso e con inconsapevole memoria storica se la prendevano con “lu patr abbate”.

Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, i Duchi Acquaviva di Atri, probabilmente già dal secolo XIV, riuscirono a impadronirsi del feudo per venderlo, nella prima metà del sec. XVI, ai Valignani di Chieti.

Giovanni Andrea, rampollo di quel casato teatino, il 14 settembre 1652 cedette Castelvecchio a Basso a Don Amico Ricci di Macerata, nominato nel 1657 Marchese di Castelbasso dal re di Spagna Filippo IV.

Nel 1806 Castelbasso, da Università indipendente (il Comune di allora) quale era stata fino ad allora, diventò Università riunita a quella di Castellalto e in seguito semplicemente frazione.

Ancora ben visibili sono le sue mura fortificate, rafforzate da contrafforti e torrioni; quasi del tutte integre sono le imponenti scarpate che una volta reggevano le mura di cinta, all’interno delle quali vicoli angusti, costruzioni restaurate e date antiche incastonate nei muri in laterizio e ciottolame di fiume rievocano magiche atmosfere del passato. Al centro abitato si accede solo attraverso due varchi: Porta della Marina, o Fonte della Porta, nelle vicinanze della quale su un mattone è incisa la data 1467, e Porta Sud.

Si distinguono per un’architettura sobria ed elegante palazzo De Sanctis, palazzo Cancrini e palazzo Clemente, sede della Fondazione Malvina Menegaz.

Castelbasso è un luogo magico dove scoprire un mondo antico e bucolico nel quale però ferve la cultura contemporanea, punto di partenza alla scoperta di molte altre mete vicine tutte concentrate nella vallata del Vomano. Ecco quindi, tra i monumenti religiosi artisticamente più importanti, l’Abbazia di Propezzano a Morro d’Oro (VIII sec.), la chiesa di S. Clemente a Guardia Vomano (IX sec.), quella di S. Salvatore a Canzano (XIII sec.), la chiesa di S. Giovanni ad Insulam a Isola del Gran Sasso (XI) sec.), quella di S. Maria di Ronzano a Castel Castagna (XI sec.), S. Maria la Nova a Cellino Attanasio (XIV sec.), la monumentale Cattedrale di Atri (XIII sec.).

Fonte: www.luciammare.com

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