I Santi Guerrieri di Capestrano

Oggi voglio presentarvi uno straordinario prodotto turistico-esperienziale, progettato e realizzato dall’Associazione TREe, in collaborazione con la DMC Terre dei Popoli, l’Amministrazione Comunale e la Pro-Loco di Capestrano,  in occasione dell’evento Open Day Winter 2016 organizzato dalla regione Abruzzo.

Scopo dell’attività è stato quello di far vivere agli ospiti che hanno partecipato numerosi,  il magico evento esperienziale intitolato “I Santi Guerrieri di Capestrano”. Le persone-ospiti hanno avuto l’opportunità di conoscere e scoprire in una modalità nuova ed originale, lo straordinario “duetto” costituito dal “gioiello” dell’italico Guerriero di Capestrano,  icona simbolo di Capestrano e dell’Abruzzo, uno dei più grandi misteri archeologici di tutti i tempi e dalla “perla” di San Giovanni da Capestrano, l’Apostolo dell’Europa unita, “The soldiers saint” come è stato definito, Santo Uomo di chiesa e imitatore di Cristo, ma soprattutto grande Persona che ancor oggi dobbiamo ringraziare perché difese nel 1500 i territori e la cultura dell’Europa dalla terribile minaccia dell’invasione musulmana. Durante la manifestazione, l’associazione TREe ha celebrato l’epopea di questi due straordinari e storici simboli, attraverso una originale esperienza allo scopo di far emozionare gli ospiti facendo loro scoprire quali elementi avessero in comune i due epici personaggi  che all’apparenza, oltre al fatto di essere “originari” di Capestrano, avevano ed hanno storicamente  e culturalmente ben poche cose in comune l’uno con l’altro.

Il concept esperienziale è stato pertanto definito nella scoperta delle affinità elettive di questi due straordinari personaggi, vissuti l’uno a distanza dell’altro di circa 1.600 anni, un Santo Soldato e colui che riteniamo essere stato un Soldato Santo; uno Soldato di guerra e uno Soldato di Cristo, con l’obiettivo di far vivere alle persone, in modalità anche interattiva, i racconti e le  esperienze del Guerriero di Capestrano e del Santo Apostolo d’Europa, San Giovanni da Capestrano, alla ricerca del sottile filo esperienziale che li tenesse uniti.

Tutto ciò ambientato nello straordinario palcoscenico della Valle Tritana, immersi in un incantevole scenario naturale con ricche sorgenti e falde acquifere che danno origine per risorgiva ad uno dei più incontaminati e limpidi fiumi d’Europa il Tirino; sorprendenti presenze archeologiche, testimonianza della più antica e numerosa presenza dell’uomo risalente al mesolitico; e poi l’epopea dei Vestini, con la predetta scoperta del Guerriero di Capestrano, e un un fiorente passato testimoniato dal meraviglioso e nobile castello medievale, il Castello Piccolomini; e ancora, l’antico borgo che racconta scene di peste testimoniate da resti di mura bruciate per combatterla; la millenaria abbazia di San Pietro ad Oratorium e il “misterioso mistero” del Sator; uno dei santi più importanti nella storia del cristianesimo, San Giovanni da Capestrano; il piccolo museo della sua casa natia; il relativo convento-museo con annessa straordinaria biblioteca e il suo visibile miracolo, il miracolo del Piatto di San Giovanni. Un piccolo borgo, quindi, che annovera tutte queste meraviglie, un genius loci di grande impatto, un concentrato di eccellenze senza paragoni, in un territorio di soli 43 km2, da conoscere assolutamente e da divulgare inevitabilmente al mondo intero! 

Ma come si è sviluppata la trama esperienziale?  Nel meraviglioso palcoscenico esperienziale della regione verde d’Europa, l’Abruzzo, in provincia dell’Aquila, nell’alta Valle del Tirino, nel piccolo centro agricolo di Capestrano di soli 892 abitanti, borgo da un ricco passato medievale, assiso tra l’altopiano di Navelli e il territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in compagnia degli ospiti che indossavano il tipico cappello stile borsalino, ci siamo calati nella tipica atmosfera anni ’30 (periodo del ritrovamento da parte del contadino Castagna della statua del Guerriero di Capestrano), inizialmente vissuta all’interno dell’ossidionale rocca del Castello Piccolomini, interrogandoci, grazie all’interazione con degli attori in scena, sulla vita del Santo e sulle sue azioni militari. Passando di guerra in guerra, siamo successivamente entrati, in rigorosa modalità esperienziale, nella più famosa necropoli arcaica del territorio da cui provengono il celebre “Guerriero” e la sua probabile figlia (o consorte) la Dama di Capestrano ed abbiamo cercato di scoprire quella che abbiamo ipotizzato essere stata si una vita militare, ma anche santa del Guerriero. Siamo poi “tornati” avanti nel tempo, per comparare queste due straordinarie vite, prima visitando l’Abbazia benedettina di san Pietro ad Oratorium monumento nazionale « A REGE DESIDERIO FUNDATA MILLENO CENTENO RENOVATA » e poi il convento dedicato a San Giovanni, simbolo di Capestrano nel mondo, scoprendo i misteriosi lasciti di grande valore appartenuti al Santo conservati, tra cui numerosi manoscritti ed in particolare una bibbia di pergamena del XV secolo ed una bolla di Urbano IV datata 18 aprile 1262. Momento chiave esperienziale è stata la degustazione di assaggi dei tipici piatti del 1500 che era solito mangiare il Santo, come le Volarelle e i fagioli di Capestrano, la chitarra al sugo di gamberi di fiume, il gambero d’acqua dolce, arrosto o “in purgatorio”, che rappresentano l’eccellenza della cucina del territorio, innaffiati dall’eccellente vino autoctono, con chiusura di questo storico walzer enogastronomico con il tradizionale tipico dolce  allo zafferano, il tutto allietato, in un’atmosfera anni ’30, dall’ascolto della famosa canzone di Leon René del 1940 “When the Swallows Come Back to Capistrano” (Quando le rondini tornano a Capistrano), canzone d’amore ispirata agli eventi di San Juan Capistrano città della California nata intorno alla Missione di San Giovanni e resa famosa dalla “leggenda delle rondini” che … è stata poi svelata durante l’incontro. Gli ospiti hanno quindi chiusi gli occhi insieme con noi per sognare e tornare indietro, come in una sorta di macchina del tempo, prima di poco meno di 1 secolo, poi di 700 anni, poi di 2.300 anni e ancora di 700 anni, alla ricerca di affascinanti verità nascoste oppure alla ricerca di se stessi o di altro riguardante l’intimo di ognuno di noi e la nostra più profonda spiritualità; dopo aver visto, assaggiato, ascoltato, toccato, per chi ne ha avuto desiderio, alla fine dell’incontro, ritornati all’era dei  giorni attuali, alla realtà, abbiam ascoltato le splendide e belle preghiere di San Giovanni, immersi nella quiete spirituale dell’Abbazia con un fuori programma, rappresentato per i credenti, dalla celebrazione eucaristica. L’apoteosi esperienziale è stata chiusa con la rievocazione de ” Il rogo della vanità”. Abbiamo infatti acceso un piccolo rogo in piazza e consegnato ad ogni persona un foglio di carta invitandola ad esprimere il desiderio di cosa si fosse voluta disfare. Atteggiamento tipico questo di San Giovanni da Capestrano che invitava ai suoi tempi a disfarsi di oggetti futili a cui si fosse legati, che impedivano alla persona di diventare più umile . Cosa impedisce, causa la vanità, di elevarsi ulteriormente a Dio o semplicemente di migliorare la propria spiritualità? Cosa i propri pensieri e la propria vita suggeriscono su questo importante argomento? Con questo grande interrogativo che riguardava la vita di tutti noi, abbiamo chiuso questa meravigliosa esperienza !

Vuoi consultare la brochure che è stata graficamente progettata per descrivere il prodotto esperienziale?

Clicca qui: Brochure02-ISantiGuerrieridiCapestrano-LOGOcivaturs

Vuoi vedere il trailer dell’evento? Clicca qui e quando atterri nella pagina web, scrolla in basso e avvia il video:

I Santi Guerrieri di Capestrano

Fonte: Centro Turistico Associazione di Promozione Sociale TREe – www.turismoreligiosoabruzzo.it

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