Eccellenza d’Abruzzo n. 30 – Casoli (CH): il Castello Ducale o Castello Masciantonio

Eccellenze d’Abruzzo oggi accende i riflettori  su Casoli e sulla sua eccellenza: il Castello Ducale o Castello Masciantonio  … e ricordo che di eccellenze abruzzesi ne abbiam censite ben 305, una regina per ognuno dei 305 comuni della nostra regione e mancano all’appello 275 Eccellenze, tutte già selezionate! Ogni paese d’Abruzzo, anche il più piccolo, merita di partecipare a questo concorso di Eccellenze d’Abruzzo per mettere in mostra la sua eccellenza speciale ed avere il suo meritato riconoscimento!

“Il castello di Casoli è posto in cima all’abitato, su di un colle alla destra del fiume Aventino da cui domina la sottostante valle fluviale con il grazioso lago S. Angelo e le colline circostanti. Tutto ha inizio da una torre, l’elemento più antico, realizzata presumibilmente tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo su un colle a 378 metri sul livello del mare come avamposto fortificato da opere difensive in muratura, che aveva dimensioni più ridotte e merlature alte almeno due metri per meglio controllare le valli dei fiumi Aventino e Sangro e contrastare gli attacchi dei popoli nemici, collegata visualmente con la “Torre di Prata”, posto di guardia situato più a valle e presidiato da due cavalieri con una piccola guarnigione.

Torre attorno alla quale, verosimilmente, fu edificato il nucleo originario del castello, quale ampliamento di una preesistente torretta di guardia di epoca longobarda, castello che fu  completato nel 1455 dagli Orsini, successivamente passò ai principi d’Aquino (a loro si deve la configurazione del “Palazzo”), che ne mantennero la proprietà fino ai primi dell’Ottocento e nel 1845 fu acquistato dalla famiglia Masciantonio che lo trasformò in residenza signorile e che lo cedette al Comune nel 1981. Attualmente il castello si articola attorno ad uno spazio centrale di cui il cortile è l’elemento principale.

La famosa torre corrisponde ad una torre normanna pentagonale, da cui è possibile ammirare a 360 gradi la Majella, i monti di Altino e Palombaro, i calanchi, e la zona industriale di Atessa, oltre al centro storico di Casoli, perfettamente inquadrabile, assieme alla torre campanaria della vicina chiesa di Santa Maria Maggiore.

Il Castello Ducale e la Torre nel corso della seconda guerra mondiale furono utilizzati sia dall’esercito tedesco che da quello alleato come punto di avvistamento ed attualmente entrambi sono stati dichiarati monumento nazionale.

Ai Principi Orsini, il cui dominio sul feudo di Casoli ha interessato il corso del XIV e XV secolo, è attribuibile la definizione di un primo assetto strutturale della fabbrica, Orsini che dotarono il castello anche di una cappella palatina che costituisce il nucleo originario della chiesa di Santa Maria Maggiore, ponendovi come ornamento esterno due leoni, attualmente decapitati ed inclusi nella muraglia dell’Arco del Purgatorio.

Pasquale Masciantonio, l’ultimo proprietario, fu un celebre avvocato e parlamentare e ospitò nel castello Gabriele d’Annunzio, di cui fu amico e finanziatore, gli amici del Cenacolo Abruzzese, Francesco Paolo Michetti, Francesco Paolo Tosti, Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao ed anche Guglielmo Marconi. D’Annunzio lasciò scritti sulle pareti della sua stanza numerosi pensieri. I Masciantonio vendettero il castello che recentemente è stato restaurato al comune di Casoli nel 1982.

All’interno, preceduto da un cortile con cisterna centrale, si accede mediante due entrate a una sala grande per i ricevimenti, oggi conservata nella matrice del XVII secolo (vi è esposta una sala museale); mentre la seconda entrata conduce alle camere del castello. Appena entrati si trova la pianta del chiostro con cisterna circolare, che ha pianta irregolare. Vi si trovano utensili agricoli come affilatrici.

Il Castello è famoso per le sue celebri sale, prima fra tutte  la Sala Wigram (intitolata al Maggiore Lionel Wigram dell’Esercito Inglese che nel corso della seconda guerra mondiale svolse un ruolo determinate nel consentire la costituzione della gloriosa formazione partigiana “Brigata Maiella”).La Sala Wigram oggi è usata come museo della seconda guerra mondiale combattuta a Casoli, punto di passaggio nella linea Gustav in cui vengono descritte le fasi della battaglia, nel novembre 1943, e alcuni personaggi chiave del combattimento, come Ettore Troilo. Invece nella prima sala adibita oggi a Sala del Gusto, si era insediato nell’inverno del 1943, il Comando inglese, ed è qui che il 5 dicembre 1943 ci fu l’incontro con l’avv. Ettore Troilo. L’incontro servì a gettare le basi per la formazione della Brigata Maiella.

Importante anche la Sala Pascal, come era affettuosamente chiamato l’On. Pasquale Masciantonio nell’ambito del “Cenacolo Abruzzese”, che fu ampliata da Pasquale Masciantonio come stanza di cerimonie, oggi è usata come museo dedicato all’ultimo importante proprietario del castello.

Tra queste vi è la stanza dove dimorò Gabriele D’Annunzio, sul cui muro scrisse in data IX Ottobre 1894, la celebre frase “La pazienza è l’immortal nepente che afforza i nervi e l’anima ristora!”, detta Sala del Silenzio e stanzetta di D’Annunzio, nella quale il celebre poeta soggiornava quando si trovava a Casoli, che contiene il busto originale di Masciantonio, quando fu eletto deputato, è raggiungibile dal secondo corpo dell’edificio, salendo una scalinata rinascimentale, costruita nella trasformazione del castello in palazzo gentilizio.

La grande sala usata al tempo anche come circolo culturale, ospita una mostra permanente sui protagonisti del “Cenacolo Abruzzese”, abituali ospiti dell’On. Pasquale Masciantonio, tra cui D’Annunzio, Michetti, Tosti, Barbella, Scarfoglio, De Titta, Serao ed altri, con l’esposizione di pannelli illustrativi delle singole personalità, una vera e propria collezione del carteggio originale tra Gabriele D’Annunzio, che si firmava anche “Ariel”, e Pasquale Masciantonio, definito “Pascal” dal poeta, era con personaggi come Francesco Paolo Michetti e Francesco Paolo Tosti.

Qui soleva essere ospitato d’Annunzio. Le mura di queste meravigliose sale sono ripiene di citazioni colte di autori del passato, come GoetheOscar Wilde e Leonardo Da Vinci, alcune scritte dallo stesso d’Annunzio, assieme al famoso ditirambo centrale.

Fonti: www.regioneabruzzo.it – http://www.comune.casoli.ch.it/ – http://www.mondimedievali.net/Castelli/Abruzzo/chieti/casoli.htm

Foto by Centro Turistico TREe

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *